Pesce pericoloso, guai a mangiarlo a cuore leggero | Quello che è stato ritrovato è LETALE, meglio buttarlo via

Pesce pericoloso, guai a mangiarlo a cuore leggero | Quello che è stato ritrovato è LETALE, meglio buttarlo via

Attenti a mangiare questo pesce! (Canva-Depositphotos foto) - www.frasidadedicare.it

Presta attenzione quando mangi questo pesce! Al suo interno c’è una sostanza potenzialmente molto dannosa per il corpo umano

Ciascun prodotto che noi acquistiamo al supermercato reca scritta sulla propria etichetta un’informazione tanto semplice, quanto fondamentale da comprendere a fondo. Ma prima di tutto è importante effettuare una distinzione cruciale.

Da una parte abbiamo la data di scadenza, rappresentata dalla dicitura “Da Consumarsi Entro”, indicata con una specifica data entro la quale il prodotto dovrà necessariamente essere consumato. Oltre la stessa, l’alimento comincerà a guastarsi e perderà le sue proprietà.

Dall’altra è bene specificare la presenza del termine minimo di conservazione, più semplicemente noto come TMC. A differenza della scadenza, questo indica esclusivamente la data a seguito della quale l’alimento comincerà a perdere le proprietà nutrizionali ed organolettiche principali, pur risultando ancora sicuro da ingerire.

Ciò a cui si rischia di andare incontro, optando per il consumo di un prodotto anche a seguito della sua data di scadenza – e a tal proposito specifichiamo che il TMC è rappresentato dalla dicitura “Da Consumarsi Preferibilmente Entro” -, è di contrarre intossicazioni alimentari, a causa della presenza di batteri quali Escherichia Coli o Salmonella.

I rischi nel consumo di pesce

Il pesce, ad esempio, è uno tra gli alimenti più comunemente utilizzato sulle tavole degli italiani, soprattutto nelle aree costiere, dove la disponibilità di pesce fresco giornalmente inevitabilmente spinge i consumatori a prediligere proprio questo alimento. E’ altresì fondamentale mettere sul piatto anche quelli che sono i potenziali rischi verso cui si va incontro quando si decide di consumare del pesce, a partire dall’eventualità che lo stesso contenga un elevato livello di mercurio.

Questa problematica può essere riscontrata soprattutto nel tonno in scatola, forse il prodotto ittico più diffuso e consumato, specie nell’ambito della grande distribuzione. Nonostante siano molteplici i benefici che l’assunzione di tale pesce sia in grado di assicurare, il rischio che lo stesso presenti elevate quantità del metallo pesante tossico potrebbe esporre l’organismo umano a conseguenze estremamente dannose in termini di salute. Infatti, il mercurio è un elemento che di norma è presente nella natura, ma nei cui confronti l‘attività antropica ha generato un repentino aumento della sua diffusione, ampliando la possibilità di rischio. A riportarlo è Ispa News.

Tonno
Tonno in scatola (Depositphotos foto) – www.frasidadedicare.it

I livelli di pericolo definiti dagli esperti

Se consideriamo che il tonno figura come uno dei principali predatori apicali presenti nei mari, ossia la cui dieta si basa esclusivamente sulla predazione di pesci più piccoli, è facile comprendere come il mercurio rischi di venire immagazzinato all’interno del pesce. Generalmente questa possibilità è maggiore in tutti i pesci di grande statura, così come, ovviamente, lo stesso tonno; eppure, è importante sottolineare che tra le varie specie presenti negli ecosistemi marittimi, come il tonno rosso, alalunga o a pinne gialle, i livelli presenti in ciascuno dei differenti pesci variano significativamente.

Secondo le linee guida diffuse dalla EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e della statunitense FDA (Food and Drug Administration), il livello massimo di mercurio presente nel pesce risulta essere di 0,5 mg per kg. Se le concentrazioni dovessero superare tali limite, i problemi sulla salute del corpo e del sistema immunitario potranno fare la propria comparsa, specie nei confronti di determinate categorie maggiormente vulnerabili, quali donne in gravidanza, in allattamento o gli stessi bambini. Dunque, è sempre meglio informarsi opportunamente sui livelli presenti in ciascuna differente varietà di tonno, selezionando, quanto possibile, gli alimenti presentanti un quantitativo inferiore.