Hanno ELIMINATO I SEMAFORI | Lo Stato lo ha ufficializzato da poco, incidenti ovunque

Semafori (Pixabay foto) - www.frasidadedicare.it
Addio ai semafori in alcune zone: lo Stato ha appena confermato la decisione e ora aumentano gli incidenti a catena, ecco cosa sta succedendo.
Chi guida abitualmente in Italia sa bene che i semafori sono una costante. Sono lì da sempre, tra incroci affollati e strade di quartiere, pronti a regolare il flusso di auto, bici e pedoni con la loro solita sequenza: rosso, giallo, verde. Un ritmo familiare, a volte frustrante, ma tutto sommato affidabile. E diciamolo, senza quei tre colori il traffico diventerebbe un caos.
Negli anni si è cercato in vari modi di migliorare la mobilità urbana: rotonde al posto degli incroci, sensori intelligenti, semafori che si regolano da soli in base al traffico. Ma nonostante le innovazioni, il buon vecchio semaforo resta il punto fermo di qualsiasi città italiana. E in effetti, la sua funzione è fondamentale per garantire ordine e sicurezza nelle strade.
Basta guardarsi intorno in orario di punta: senza semafori, attraversare certe vie sarebbe impossibile. E non solo per chi è al volante, ma anche per chi si sposta a piedi o in bici. Sono strumenti semplici ma efficaci, che ci permettono di condividere gli spazi pubblici senza farci venire un esaurimento ogni volta che dobbiamo svoltare a sinistra.
Non è un caso, infatti, se la loro presenza è così capillare. In Italia, i semafori non sono solo un pezzo di ferro con tre luci, ma un elemento chiave per la sicurezza stradale. La loro installazione segue criteri precisi, e spesso è accompagnata da studi sul flusso dei veicoli e sul rischio di incidenti. In poche parole: non sono messi lì a caso.
C’è un posto dove i semafori non esistono proprio
Ma c’è una città, fuori dall’Italia, che ha fatto una scelta radicale: eliminarli del tutto. Parliamo di Thimphu, la capitale del Bhutan, un piccolo regno incastonato tra le montagne dell’Himalaya. È l’unica capitale al mondo senza nemmeno un semaforo. E no, non è uno slogan turistico, è la realtà.
A Thimphu, il traffico viene gestito da vigili in uniforme che dirigono le auto con gesti eleganti, quasi coreografici. È una scelta voluta, simbolica, che riflette l’approccio del paese verso uno sviluppo armonico e rispettoso. Anche se la modernità avanza, il Bhutan resta fedele a un equilibrio tra tradizione e funzionalità. Ma questa particolarità, pur affascinante, non è stata replicata altrove.

Cosa succede dove si prova a imitarla
Secondo quanto riportato dalla stampa, in alcune aree si è tentato di togliere i semafori per imitare modelli alternativi di circolazione. Tuttavia, i risultati sono stati deludenti: aumento degli incidenti, confusione agli incroci, e cittadini spiazzati. Il modello “senza semafori” può funzionare dove il traffico è scarso o la cultura della guida è estremamente disciplinata, ma in contesti più complessi — come le nostre città — il rischio è troppo alto.
Il caso del Bhutan resta quindi un esempio unico, interessante dal punto di vista culturale e urbanistico, ma difficilmente esportabile. In Italia, almeno per ora, meglio continuare a fidarsi del verde.